CONFRONTO TRA ESPERTI FORENSI

In questi ultimi anni ho sentito nelle udienze durante i confronti tecnici tra il consulente di parte e i consulenti del P.M. o i periti del Tribunale, frasi come: “ Se Lei contesta la nostra conclusione, perché non l’ha eseguito l’analisi, la ricerca e l’esame presentando anche una documentazione illustrativa ”
No non funziona così il confronto tra esperti. Infatti è compito del consulente del P.M. o del perito fornire in termini esatti, chiari e al disopra di tutto o meglio al di sopra di ogni ragionevole dubbio, tutte le prove di convinzione e di supporto alla formulazione della incriminazione o della condanna o della assoluzione.
Il consulente della difesa ha il DIRITTO-DOVERE di valutare, biasimare e criticare tutte le volte che il tecnico d’Ufficio non documenta in modo sufficientemente chiaro ed principalmente inequivocabile gli estremi e i passaggi che hanno giustificato al tecnico la diagnosi dell’accusa.
Quindi il tecnico che è chiamato dall’Ufficio, ha una funzione totalmente diversa dal consulente di parte. Non si possono nascondere errori, approssimazioni, ignoranza tecnica, sconoscenza dei protocolli o delle linee guida dietro un paravento dietro una frase insufficiente. Il confronto scientifico, la trasparenza dei dati e delle ricerche tecniche, sono i momenti fondamentali del contraddittorio.
Le norme che regolano, invece, alle operazioni tecniche compiute dal CT d’Ufficio o dal perito incaricato, sono chiare e semplici. Giova evidenziare che, alla luce del combinato disposto di cui all’art. 360 c.p.p. in relazione ai numeri 114 e 117 regolamento di attuazione, le persone sottoposte ad indagine, quella offesa del reato ed i difensori, devono essere avvisati senza ritardo con notifica dell’atto, ed hanno facoltà di assistere alle operazioni tecniche compiute dal CT d’Ufficio o dal perito incaricato (a tal proposito valgono anche le prescrizioni di cui agli art. 226 e segg. del c.p.p., nonché quelle del 508 del c.p.p.). Ne consegue che l’accertamento tecnico svolto dal Consulente del Pubblico Ministero in sede di indagine e senza le accortezze del contraddittorio di cui all’art. 360 c.p.p. non è in alcun modo utilizzabile al fine di prova.

Sandro Lopez

MUNIZIONAMENTO MILITARE – TIPO GUERRA – CIVILE

 

 

 

 

 

 

 

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1. 9×19 Parabellum con croce NATO
2. 9×19 con proiettile blindato
3. 9×19 con proiettile in piombo

Che confusione!
Eppure ho inteso alleggerirVi, escludendo i calibri: 9×17, 9×23, 9 Glisenti, 9 Makarov, 9 Mauser, 9 Steyr e 9 Police, che di fatto hanno comunque delle discriminanti metriche tra loro.
Come può il Giudice, il Magistrato, la P.G. o chi opera nel mondo forense, discriminare in scienza e coscienza nei confronti di un indiziato trovato in possesso di una cartuccia in 9×19? Sarà accusato di possesso illegale di munizionamento da tipo guerra, militare o civile? La classificazione, come capite, non è di poco conto.
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ESPLOSIVI & FUOCHI PIROTECNICI: SE NON LI CONOSCETE EVITATELI!

 

 

 

 

Un’esplosione è un improvviso e violento rilascio di energia meccanica, chimica o nucleare, normalmente con produzione di gas ad altissima temperatura e pressione. L’espansione istantanea di questi gas crea un’onda d’urto nel mezzo in cui avviene, che in assenza di ostacoli si espande in una sfera centrata nel punto dell’esplosione. Se incontra ostacoli esercita su di essi una forza tanto maggiore quanto maggiore è la superficie investita e quanto più è vicina al centro dell’esplosione.
Le esplosioni vengono suddivise in:
>deflagrazioni, nelle quali la propagazione della reazione chimica di esplosione è una forma di combustione endogena che procede nel materiale a velocità subsonica;
>detonazioni, nelle quali la reazione chimica di esplosione non è una combustione ma una decomposizione diretta della molecola di esplosivo, innescata direttamente dall’onda d’urto. La reazione di esplosione procede quindi alla velocità del suono in quella particolare sostanza attraverso tutto il materiale e la pressione e la temperatura finale dei prodotti di reazione sono quindi molto più elevate.
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