Autopsia virtuale

Questo Studio di balistica forense[1] è stato invitato dalla Formed a Napoli presso Università degli studi “Suor Orsola Benincasa”, Facoltà di Giurisprudenza, alla presentazione della “Virtopsy” – Autopsia Virtuale. Evento condotto da importanti relatori tra cui:

· Prof. Michael Thali dell’Università di Zurigo;

· Prof. Francesco Macri responsabile delle urgenze radiologiche e radiologica forense al Centro Ospedaliero universitario Caremeau – Nimes- Francia;

· Prof. Siobhan Mc Lauglin dell’università di Edimburgo;

·  Prof.ssa Elena Kranioti dell’università di Edimburgo;

·  Prof. Mario Piombino Vilnus dell’ Università Lituania;

·  Dr. Nikos Varelas  Hospital de Martigny Reseau Saint Valais, Svizzera, Chef de Clinique;

All’ importante appuntamento era presente, inoltre, la Procura della Repubblica di Napoli con la presenza dell’Aggiunto Dott. Giuseppe Lucantonio, del Sostituto Dott.essa Anna Frasca e del Sostituto Dott. Francesco Regine. Questo progetto chiamato VIRTOPSY, nasce all’Università di Berna che ha ritenuto possibile proporre un esame  post-mortem  totalmente diverso da quelli “tradizionali” in quanto totalmente non aggressivo. C’è da evidenziare subito che non hanno scoperto attrezzature e macchinari nuovi ma, hanno messo in sinergia attrezzature già in uso e programmate in modo diverso e innovativo.

La Virtopsy si avvale dell’utilizzo della:

· Tomografia computerizzata Multistrato, RM –Scansione  della superficie 3D Fotogrammetria 3D; Multifase Post Mortem Angio -TAC; Biopsia-Imanging Guidata.

Questa sinergia permette di elaborare e creare  una serie di immagini del cadavere.

Esse, quindi, si possono eseguire tante volte quante sono necessarie per una completa valutazione.

I Principali Obiettivi  di “Virtopsy”

• Identificare: sesso, età, lunghezza corporea, peso degli organi, caratteristiche dentarie;

• Documentare: eventuali corpi estranei (proiettili ecc.)

• Individuare la causa (suicidio, omicidio ecc.);

• Ricerca dei segni vitali a carico delle strutture anatomiche lesionate;

• Ricostruzione forense;

• Istruzione \ ricerca.

A seguire alcuni esempi di Virtopsy

 

 

 

 

Ora è il momento di fare commentare al Dott. Francesco Macri (calabrese) Radiologo presso il Policlinico universitario di Nimes, Francia

“All’Istituto di Medicina legale dell’Università di Berna si sta infatti studiando un tipo completamente diverso di autopsia, un esame che non ha bisogno di tecniche invasive spesso vissute in modo angosciante dai parenti delle vittime e dai fedeli di alcune religioni. L’autopsia virtuale o Virtopsia. L’idea è quella di utilizzare tutte le più avanzate tecniche radiologiche come la Tac o la risonanza magnetica per queste indagini post mortem. La prima fase consiste nel sistemare degli adesivi sul corpo come riferimenti per la fotogrammetria del corpo. E’ un robot che da posizioni predefinite scatta queste istantanee. Un’operazione fondamentale che permetterà di integrare tutte le altre immagini prese successivamente.

La seconda fase: lo “scan” ad alta risoluzione della superficie corporea. Ogni più piccolo dettaglio, ferite, lividi, scalfitture, ma anche tatuaggi viene registrato. Come al solito è il robot che rapidamente compie queste operazioni. E’ arrivato il momento della Tac e in questa fase dell’autopsia virtuale, il patologo può decidere che il caso richiede il prelievo di qualche liquido organico. Torna in scena il robot che lasciate le macchine fotografiche, ha montato un ago per la biopsia. Una biopsia che può essere guidata dalle immagini radiologiche della TAC. Fra l’altro non essendoci più il problema di un eccesso di radiazioni, si può ottenere una precisione molto alta. Questi prelievi robotizzati da un lato evitano contaminazioni, sempre possibili nelle normali autopsie, dall’altro eliminano il rischio di infezioni per i medici legali.

Vi sono altri esami che possono essere condotti, se lo specifico caso lo richiede e sono leggermente più invasivi. Ad esempio una angiografia post mortem, un’analisi cioè della rete vascolare per individuare, ad esempio, emorragie interne. Una macchina cuore polmone modificata inietta attraverso l’arteria femorale un liquido di contrasto. La diffusione nella rete vascolare verrà evidenziata dalle radiografie della TAC. Oltre alla TAC il corpo può essere sottoposto, se le circostanze lo richiedono, anche ad una risonanza magnetica”

 

[1] Sandro Lopez in qualità di Direttore scientifico del Corso in Balistica Forense che si è tenuto presso la stessa Università.;

Corso di Alta Formazione in Balistica Forense e Tiro

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Locandina Balistica 2016.jpg DIRETTORE SCIENTIFICO: Prof. Aldo Sandulli – Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli

DIRETTORE DEL CORSO: Dott. Sandro Mario Lopez – Membro di “The Forensic Science Society”, Presidente A.N.E.B. (Associazione Nazionale Esperti Balistici), Membro di “The Mediterranean Academy of Forensic Sciences”

COORDINATORE: Prof.ssa Vittoria Ponzetta (FORMED)

ORGANIZZAZIONE DIDATTICA

Il Corso di Alta Formazione in “Balistica Forense e Tiro” ha una durata di 202 ore, di cui 168 di lezioni frontali e seminari specialistici e 34 di pratica e visite.

Le lezioni si terranno a week-end alterni il venerdì pomeriggio, dalle ore 14:30 alle 18:30 ed il sabato mattina, dalle ore 09:00 alle 13:00. E’ consentito un numero di assenze pari al 20%.

Programma:

1° LE ARMI DA FUOCO ED IL MUNIZIONAMENTO

2° NORMATIVE SULLE ARMI

3° CRIMINALISTICA: STORIA DELLA BALISTICA 

4° CENNI DI FISICA E STATISTICA LEGATA ALLA BALISTICA 

5° BALISTICA INTERNA

6° RESTAURO DELLE MATRICOLE OBLITERATE

7° BALISTICA ESTERNA – 16h:  

8° NOZIONI DI MEDICINA LEGALE – 8h 

9° BALISTICA TERMINALE – 16h:   

10° BALISTICA COMPARATIVA – 24h:   

11° ESERCITAZIONE PRESSO IL POLIGONO DI TIRO – 16h 

12° PROCEDURE DI INDAGINE SULLA SCENA DEL CRIMINE

13° GSR (residui di colpi di arma da fuoco)

14° Lezioni Pratiche sull’uso delle armi e sperimentazioni sul campo

15° Visita presso un armiere 

16° Visita presso una Fabbrica di Armi

 ULTERIORI INFORMAZIONI

Per ulteriori informazioni relative al Corso, è possibile telefonare dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9:30 alle ore 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 alla Segreteria del Formed.

Tel.: 0823279263   Cell: 3939743680   Fax: 0823220975   E-mail: formed.in@libero.it 

Potete visitare il sito internet  www.formedcampania.com

CONFRONTO TRA ESPERTI FORENSI

In questi ultimi anni ho sentito nelle udienze durante i confronti tecnici tra il consulente di parte e i consulenti del P.M. o i periti del Tribunale, frasi come: “ Se Lei contesta la nostra conclusione, perché non l’ha eseguito l’analisi, la ricerca e l’esame presentando anche una documentazione illustrativa ”
No non funziona così il confronto tra esperti. Infatti è compito del consulente del P.M. o del perito fornire in termini esatti, chiari e al disopra di tutto o meglio al di sopra di ogni ragionevole dubbio, tutte le prove di convinzione e di supporto alla formulazione della incriminazione o della condanna o della assoluzione.
Il consulente della difesa ha il DIRITTO-DOVERE di valutare, biasimare e criticare tutte le volte che il tecnico d’Ufficio non documenta in modo sufficientemente chiaro ed principalmente inequivocabile gli estremi e i passaggi che hanno giustificato al tecnico la diagnosi dell’accusa.
Quindi il tecnico che è chiamato dall’Ufficio, ha una funzione totalmente diversa dal consulente di parte. Non si possono nascondere errori, approssimazioni, ignoranza tecnica, sconoscenza dei protocolli o delle linee guida dietro un paravento dietro una frase insufficiente. Il confronto scientifico, la trasparenza dei dati e delle ricerche tecniche, sono i momenti fondamentali del contraddittorio.
Le norme che regolano, invece, alle operazioni tecniche compiute dal CT d’Ufficio o dal perito incaricato, sono chiare e semplici. Giova evidenziare che, alla luce del combinato disposto di cui all’art. 360 c.p.p. in relazione ai numeri 114 e 117 regolamento di attuazione, le persone sottoposte ad indagine, quella offesa del reato ed i difensori, devono essere avvisati senza ritardo con notifica dell’atto, ed hanno facoltà di assistere alle operazioni tecniche compiute dal CT d’Ufficio o dal perito incaricato (a tal proposito valgono anche le prescrizioni di cui agli art. 226 e segg. del c.p.p., nonché quelle del 508 del c.p.p.). Ne consegue che l’accertamento tecnico svolto dal Consulente del Pubblico Ministero in sede di indagine e senza le accortezze del contraddittorio di cui all’art. 360 c.p.p. non è in alcun modo utilizzabile al fine di prova.

Sandro Lopez