{"id":314,"date":"2007-12-18T17:58:32","date_gmt":"2007-12-18T16:58:32","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=314"},"modified":"2011-11-09T04:23:54","modified_gmt":"2011-11-09T03:23:54","slug":"caso-lanzino-analisi-sulla-131","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiobalisticolopez.net\/?p=314","title":{"rendered":"CASO LANZINO: ANALISI SULLA 131"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-315\" title=\"Roberta Lanzino\" src=\"http:\/\/www.studiobalisticolopez.net\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lanzino.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"135\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Luglio del 1988 una giovane e bella studentessa di Rende, venne violentata ed assassinata sul tragitto che collega San Fili a Falconara Albanese.<br \/>\nL\u2019allora Pubblico Ministero Dr. Domenico Fiordalisi si impegn\u00f2 in modo straordinario per la ricerca dell\u2019assassino, coinvolgendo nelle ricerche scientifiche alti professionisti. Purtroppo nessuna delle strade percorse fu quella utile a rintracciare il responsabile o i responsabili, anche per la strana omert\u00e0 che l\u2019evento aveva creato. Nello stesso periodo si proponevano bizzarre chiacchiere e false piste prive di fondamenti, ma tipiche di una piccola citt\u00e0 di provincia. Vi furono anche dei processi per alcuni pastori della zona, poi assolti.<br \/>\nOggi lo stesso Pubblico Ministero, Dr. Fiordalisi, ritornato nel Tribunale di Paola dopo anni di consistenti esperienze in altre Procure calabresi, grazie alle rivelazioni fatte di un ex ndranghetista e a due nuove testimonianze ha riaperto le indagini, ottenendo anche dal GIP della stessa citt\u00e0, giudice Salvatore Carpino, una proroga per le nuove indagini.<br \/>\nGrazie a queste nuove rilevazioni, tra le montagne sovrastante i luoghi dell\u2019omicidio, \u00e8 stata individuata una Fiat 131 che dovrebbe essere la macchina che collega l\u2019assassino alla vittima. Su questa vettura si \u00e8 fondata la ricerca principe per individuare l\u2019elemento di collegamento tra aggressore e vittima. Tale vettura di cui alla foto, risulta distrutta a seguito di ribaltamenti, schiacciamenti e totalmente aperta tanto da essere aggredita dalle intemperie e dai \u201cprelievi\u201d per i pezzi meccanici, per circa 20 anni.<br \/>\n<!--more-->La notizia di questi nuovi accertamenti, ha rinnovato nei media e non solo, una trepidante attesa i cui tempi di accertamento vengono quantificati in pochi giorni.<br \/>\nE\u2019 a questo punto che vorrei collegarmi a quanto sino ad ora ho scritto sul sopralluogo, dove evidenzio che le scienze investigative del sopralluogo, a causa delle fiction, sono diventate, per i media, un evento prodigioso, miracoloso al quale si pu\u00f2 e deve essere chiesto anche il nome e cognome dell\u2019 assassino. Ora pensate ai tanti eventi delittuosi avvenuti molto di pi\u00f9 recenti di quello della povera Roberta, che da mesi subiscono in modo periodico molti sopralluoghi, che da mesi tecnicamente non trovano una soluzione interpretativa, come possiamo definirli se li confrontiamo con le fiction, delle mediocrit\u00e0? o corposamente inefficienti? N\u00f2 sono la realt\u00e0 delle investigazioni, alle quali va concesso il tempo e la tranquillit\u00e0 necessaria. Le fiction sono delle ricostruzioni sintetizzate in 30 minuti di telefilm, fabbricate su una falsa scienza utile,per\u00f2, a tenere seduti in poltrona i telespettatori.<br \/>\nE\u2019 tanto vero che, pur in presenza di indagini strabilianti come il DNA, \u00e8 di questi giorni che per l\u2019omicidio di Chiara Poggi, avvenuto con una grande dispersione di sangue, i risultati scientifici depositati sulla ricerca di una macchia \u00e8 ritenuta verosimilmente di materiale ematico \u201cin base alla logica\u201d. Hanno ipotizzato che quella macchia \u00e8 di origine ematica grazie alla statistica e alla grande esperienza nei sopralluoghi effettuati da quel laboratorio. Anche la scienza moderna pu\u00f2 avere, quindi, dei limiti. Non bisogna alimentare speranze di giustizia o false aspettative, non dimentichiamo che poi dietro gli strumenti vi \u00e8 l\u2019uomo con i suoi limiti. Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi se succede che il tecnico commetta degli errori per l\u2019uso improprio dello strumento di cui \u00e8 dotato.<br \/>\nInsomma \u00e8 necessario un po\u2019 di ordine culturale e lasciare anche lo spazio alle classiche investigazioni di PG che, in alcuni casi, sono le sole a dare reali risposte. Una scienza sicura, perfetta e di grande rilievo tecnico-investigativo, la stiamo trasformando, involontariamente, in una falsa scienza. Ormai ogni indiziato si dichiara innocente, se prima non viene dimostrato, con prova oggettiva, della sua presenza sul luogo dell\u2019evento. E\u2019 comprensibile l\u2019autodifesa, il tenersi lontano da una immediata e spontanea dichiarazione di colpevolezza e di seguire i buoni consigli del proprio legale, ma anche l\u2019assenza di prove sulla scena del reato pu\u00f2 essere una prova. E a proposito di assenza di prove, sarebbe auspicabile che nelle fiction non si entrasse eccessivamente nell\u2019argomento tecnico, spesso appare che le stesse siano dei corsi professionali e non fiction.<br \/>\nBisogna stare vicini alle FF.OO. ai tecnici, ai professionisti che con abnegazione e sacrifici si dedicano alle scienze forensi. Cos\u00ec come non sono da disprezzare o condannare le critiche costruttive dei media. Sono io il primo che evidenzio manchevolezze nel sistema proprio per migliorare noi stessi. L\u2019altro giorno,per esempio in un altro articolo, criticavo a chiare lettere le FF.OO. che al termine di accertamenti forensi per conto della A.G. emettono richiesta di onorario, come se non fossero gi\u00e0 pagati dai loro Enti e non avessero utilizzato costose attrezzature di propriet\u00e0 dell\u2019Ente stesso.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Nel Luglio del 1988 una giovane e bella studentessa di Rende, venne violentata ed assassinata sul tragitto che collega San Fili a Falconara Albanese. 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