
VENDUTO
Microscopio Comparatore Leica da tavolo (Macroscope comparator, Macroscope de comparación, Vergleichsmakroskop) configurato per balistica e scienze forense.
Configurazione principale:
Ø Ponte comparatore ottico corredato di due revolver porta obiettivi;
Ø Colonna di supporto e messa a fuoco dal ponte comparatore;
Ø Tubo binoculare FSA con uscita fotografica/telecamere;
Ø Coppia obiettivi Leitz Makro 1.7/1:8;
Ø Coppia obiettivi Leitz Photar 1:2/25;
Ø Coppia obiettivi Leitz Photar 1:4/50;
Ø Coppia obiettivi Leitz Makro 0.4/1:32;
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Inserito da ida il Mar, 2006-06-20 13:51
Comparare si estrinseca mettendo in un confronto diretto due elementi. Tutto risolto? certamente no! La prima cosa è sapere conoscere le procedure che consentano di discriminare tra le tracce di classe – ovvero quelle micro e macro tracce presenti su ogni elemento e su altri milioni di elementi simili a quello, in quanto “figli” di un unico progetto – e le peculiarità che sono le sole tracce che consentono, nella balistica forense, di poter affermare la identità o la non identità. Tali peculiarità si formano grazie a tutta una serie di eventi che non sono legati, se non per eventi eccezionali, al progetto originario, mentre anche nelle tracce di classe si formeranno le peculiarità. E’ anche importante e fondamentale seguire le procedure per il posizionamento dei reperti o dei tests in un contesto spaziale ben definito, in modo da ottenere un quadro topografico degli elementi sempre sovrapponibile tra loro.
Premesse queste semplici cognizioni, iniziamo un percorso tecnico molto semplice che ci aiuti, comunque, a comprendere questa importante scienza forense.

IMPRONTE DI CLASSE & PECULIARITA’
E’ opportuno descrivere, sinteticamente, come si formano tali impronte, la differenza tra di esse, perché possono esistere differenze metriche nelle impronte pur sussistendo l’identità, etc.
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Inserito da ida il Lun, 2006-05-22 09:07
A seguito dell’efferato ed inquietante delitto del Vice Presidente del Consiglio Regionale, Dr. Francesco Fortugno, si sono fatte tante proposizioni, dette affermazioni e giudizi di ottimo principio tecnico o sociologico, ma si sono dette anche cose non inerenti la verità che non sono, certo, di aiuto alla lotta che si vuole attuare. La demagogia e l’ignoranza non può più trovare sostegno e terreno di coltura. Ognuno di noi è chiamato a dare il meglio della professionalità e della moralità e ancor di più è il cittadino comune che credendo nelle istituzioni deve sentire la necessità ed il coraggio di stare lontano dall’omertà perché ciò comporta, inevitabilmente, la solidarietà con la malavita. I giovani di Locri hanno dato grande dimostrazione di civiltà e di coraggio, con una grande voglia di isolare il male. Loro hanno messo in prima persona le loro facce e noi obsoleti e paurosi genitori, dietro quale dito ci nascondiamo?
Nei dibattiti tecnici-politici e sociologici che seguono gli eventi delittuosi è una costante demagogica alzare il dito di accusa verso le normative italiane in materia di armi che: “..sono insufficienti.”
Mi rammarico fortemente di queste affermazioni in quanto non sono assolutamente attinenti la verità e dimostrano soltanto inconsapevolezza, superficialità e demagogia in materia. Nella mia qualità anche di Presidente dell’ANEB (Associazione Nazionale Esperti Balistici) evidenzio, invece, che le norme che regolano il mondo delle armi è tra le più restrittive in Europa se non nel mondo per l’acquisto, detenzione e trasporto di armi, munizionamento ed esplosivi. Nessuna normativa in Europa, oltre la nostra nazione, prevede, per esempio, che le lanciarazzi, le armi ad aria compressa e le armi giocattolo che abbiano i requisiti di trasformabilità, sono considerate ARMI COMUNI DA SPARO.
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Inserito da ida il Mer, 2006-04-19 16:11
Una bellissima serata dedicata alla socializzazione, alla politica, alla religione che in pochi attimi si è trasformata in terrore, dolore, sofferenza, preghiera e rabbia.
Siamo a Rende in provincia di Cosenza ed il Sindaco della città, On. Sandro Principe si appresta ad inaugurare la nuova chiesa di San Carlo Borromeo. Sindaco amatissimo dai suoi cittadini tanto da essere eletto come 1° cittadino da oltre 80% dei votanti.
In linea generale classificare un evento delittuoso è tra le scienze forensi quella più complessa. Dovendo rimanere obbligatoriamente in un taglio giornalistico, sarò sintetico. Evidenzio, anche, che quanto da me riferito, come opinione, è il frutto di un’analisi che si basa su notizie verosimilmente certe.
Normalmente la scena del crimine, ovvero gli elementi della scena, le caratteristiche della vittima e l’interpretazione delle tracce servono a definire il modus operandi del criminale ed il suo profilo. Nel nostro caso tale classificazione viene omessa.
Tra le classificazioni, la tecnica di contatto esecutivo, ovvero definire se l’aggressore o eventuali complici abbiano effettuato l’approccio con inganno o con sorpresa individuando la tecnica utilizzata; individuare la tipologia dell’approccio, l’agguato o l’appostamento, per esempio attendere la vittima e colpire, oppure attendere che la vittima sia in un determinato luogo o circostanza; il significato della vittima per l’aggressore, ovvero valutare e definire le caratteristiche della vittima, come la fungibilità della vittima, ovvero se le caratteristiche personali della vittima sono irrilevanti e quindi sostituibili con qualunque altra vittima, oppure che la vittima sia non fungibile, ovvero che per le sue caratteristiche deve essere proprio quella e non altra; le caratteristiche della vittima gratificanti per l’aggressore tipo preferenziale o simbolica; l’accettazione del rischio da parte dell’aggressore del tipo consenziente, favorevole per il ruolo o vittima per l’inversione di ruolo; la reciprocità letale, ovvero l’aggressione presuppone un rapporto fra aggressore e vittima.
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Inserito da ida il Mer, 2006-04-19 16:05
Illustro, in modo estremamente riassuntivo, ciò che può considerarsi la mia esperienza nella qualità di esperto balistico e quella di esperto nel sopralluogo. La struttura principale dell’aggiornamento è tratta, comunque, dalle esperienze proposte da colleghi in occasione del convegno del “sopralluogo giudiziario” tenutosi a Lugano il 8.11.94. In questi ultimi anni ho notato che tali esperienze sono state disseminate in modo considerevole da altri colleghi, diffondendo con grande capillarità i pilastri di un buon sopralluogo.

Il ragionamento fondamentale che si può immediatamente proporre è che sul luogo del reato si formano gli elementi materiali costitutivi dello stesso.
Anche se banale, ne possiamo sinteticamente rammentare l'utilità:
--verificare la realtà del reato, la sua qualifica particolare e fissarne le
circostanze;
--identificare l'autore del reato;
--accertare la presenza di più autori, con i rispettivi ruoli;
--mettere in relazione i diversi casi (banca dati);
--confermare o smentire delle testimonianze, delle confessioni o la versione dei fatti così come spiegate dall'autore.
DEFINIZIONE E PRINCIPI FONDAMENTALI ATTUALI
A nostro parere, uno dei più semplici concetti generali legato al sopralluogo, ci sembra senz'altro quello che espresse il prof. P. Margot, Rettore dell'Università di Losanna, al nostro Presidente. Tale concetto fu cosi espresso:
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Inserito da ida il Ven, 2006-03-24 16:38