
Il 6 Ottobre del 1994 si è svolto a Lugano, organizzato dal SIR (Servizio Identificazioni e Ricerche della Polizia Cantonale), il Convegno Internazionale “IL SOPRALLUOGO GIUDIZIARIO”. Convegno di grande rilevanza, sia per le importanti figure presenti e sia perché venivano chiariti, enunciati e accettati, per la prima volta, i protocolli appunto del sopralluogo che sino a quel momento, e forse ancora oggi sono, in alcuni casi, un terno al lotto.
Tra le figure eccellenti ben ricordo l’allora Procuratrice Generale della Confederazione Avv. Carla Del Ponte, il Prof. Pierre Margot, Direttore dell’Istituto di Polizia Scientifica e di Criminologia dell’Università di Losanna, oltre note figure italiane di noti Medici Legali e rappresentanti delle nostre Istituzioni, come per esempio il Col. Lombardi dell’allora CIS dei Carabinieri ed altre figure internazionali.
Uno dei dati fondamentali che il Prof Margot espresse, e che tutto il mondo scientifico condivise, era proprio “..La fissazione dello stato dei luoghi: “anello essenziale nell’investigazione tecnica e scientifica”. Particolare attenzione, diceva, deve essere posta all’arma del delitto e l’eventuale sua mancanza deve essere considerato un elemento, un fattore ed un anello essenziale per le indagini.
Tutto questo discorso ci conduce al programma Porta a Porta del 30 Aprile, dove l’oggetto della trasmissione doveva essere la condanna della Franzoni. Ritengo doveroso, pur rispettando i ruoli, di esprimere delle critiche nella mia qualità di Presidente della Associazione Nazionale Esperti Balistici, a varie espressioni e comportamenti poco meritevoli, deontologicamente poco corretti e lontani dalla vera scienza delle investigazioni forensi.
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Inserito da ida il Gio, 2007-05-03 14:57
La Processionaria che cos’è: è un insetto Lepidottero defogliatore – Thaumatopoea pityocampa – che causa imponenti disseccamenti a carico principalmente del Pino nero (Pinus nigra), del Pino silvestre, del Pino marittimo, del Cedro, di alcune Querce a foglia caudica ed occasionalmente attacca Noccioli, Castagni, Faggi e Larici.
Le Norme: Allo stato attuale è vigente solo il Decreto Ministeriale del 17 aprile del 1998 che impone la lotta obbligatoria alla Processionaria del Pino.
Il pericolo per le persone: La presenza di questo insetto è pericolosa, in particolare per l’uomo. Il corpo delle larve è ricoperto da una folta peluria costituita da peli urticanti che provocano irritazioni cutanee fastidiose e in casi più rari irritazioni oculari e alle vie respiratorie.
Il nido: Nel corso dell’autunno, le larve formano nei rami più alti esposti principalmente a Sud, dei nidi sericei dove si rintanano per riparasi dal freddo. Alla fine dell’inverno iniziano ad uscire dai nidi e abbandonano la pianta ospite muovendosi in processione nelle aree circostanti.
PROPOSTA TECNICA
Premesso che non crediamo, allo stato attuale, a metodi che possano debellare il problema. L’obiettivo che si ci deve proporre è quello reale di contenere la diffusione del parassita e di conseguenza l’azione dannosa che lascia sul territorio.
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Inserito da ida il Gio, 2007-04-26 14:11
Invitiamo i nostri utenti e visitatori a consultare l'articolo di Statistica di Balistica Forense che è stato aggiornato ed arricchito da un file allegato. L'articolo lo trovate nella sezione Scienze Forensi. Il file, da scaricare, contiene la presentazione dei grafici scaturiti dalla raccolta dei dati relativi alle perizie. La registrazione al sito è necessaria per visualizzare e scaricare i file allegati. Vi ricordiamo, inoltre, che tutti gli articoli possono essere commentati dagli utenti registrati al fine anche di avviare un confronto/discussione sui vari argomenti. Un saluto a tutti!
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Inserito da ida il Ven, 2007-02-23 17:38

Dopo tredici anni di indagini, nel mese di Marzo del 2006 vennero sequestrate all’ing. Zornitta un paio di forbici. Queste forbici, per la Procura della Repubblica di Trieste, vennero sospettate di essere quelle che furono utilizzate dal sofferente dinamitardo per tranciare un lamerino servito a confezionare uno degli ordigni esplosivi e precisamente quello fatto esplodere il 02.04.04 nella chiesa di Portogruaro.
E’ più che evidente che soltanto un accertamento tecnico comparativo, utilizzando strumenti altamente tecnologici, poteva risolvere il problema.
Prima di esprimermi in merito è opportuno che in senso lato manifesti dei concetti generali sugli accertamenti forensi.
L’evoluzione dei tempi e in modo particolare in questi ultimi anni, ha reso indispensabile, nel campo investigativo come in ogni altro settore d'intervento umano, il sussidio delle moderne tecnologie in funzione della comprensione, della interpretazione e della rappresentazione dei fenomeni. In un siffatto contesto di interesse partecipativo e di supporto scientifico – tecnologico, non è pertanto ammissibile, e sarebbe giustamente male interpretata, una eventuale inadeguatezza degli organi preposti alle indagini rispetto alla poliedrica materia oggetto di vaglio investigativo. Si vuol significare che alla luce delle condizioni ottimali in cui la moderna società è in grado di garantire l’affinamento ed il perfezionamento delle potenzialità tecniche applicate al momento di rilevazione e di conservazione delle tracce del reato, non è concepibile che i risultati non conseguano, per la semplice imperizia del singolo operatore disinformato o, peggio ancora, impreparato a gestire con la dovuta perizia lo strumento tecnico di cui è fornito.
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Inserito da ida il Mar, 2007-01-23 17:37

La pirotecnia utilizza miscele di sostanze di poco costo, la cui flemmatizzazione avviene con accorgimenti talora razionali e talora irrazionali a seconda del fabbricante ed a seconda del materiale usato. La base di tutto è sempre la mescolanza fisica tra una sostanza comburente (ossia apportatrice di ossigeno, clorati, nitrati di potassio, bario ect.) e sostanze combustibili (ossia apportanti energia chimica, tali lo zolfo, il carbone e le materie plastiche). Per ottenere effetti fantasmagorici si aggiungono di elementi chimici tali da dare fiamme abbaglianti o colorante, appunto da ottenere gli effetti fantasmagorici o spettrali. Gli additivanti sono per lo più agglutinanti sintetici e plasticizzati, ma non sono completamente abbandonati i vecchi sistemi di colle e resine, che bruciando lasciano nell’aria uno odore di “chiesa”.
Le materie che servono a colorare le fiamme sono sali minerali, che si aggiungono in dovute proporzioni alla miscela madre: il bianco vivo è ottenuto con l'alluminio; il rosso è ottenuto con sali di stronzio; il rosa è ottenuto con i sali di calcio; il verde è ottenuto con quelli di bario, etc.

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Inserito da ida il Ven, 2006-12-29 16:26
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